Spaghetti Design

Pentola tipo Wok

Da qualche anno la pasta con il pomodoro non è più la stessa.
Un tempo quando il re dei primi italiani arrivava in tavola bisognava mescolarlo nel piatto stesso in modo che la salsa e il formaggio si distribuissero uniformemente agli spaghetti.
Di questo capolavoro Mediterraneo c’era chi lo mescolava poco chi di più chi voleva del formaggio in più chi di meno, le varianti erano tante. Oggi questo non succede più. No che non si mangia più la pasta con la salsa di pomodoro, per carità ciò che difficilmente facciamo e girarla. Oggi quello che viene servito e non solo al ristorante sono semplici nidi di pasta già amalgamati. Insomma quello che troviamo nel piatto è un prodotto già finito pronto da mangiare. A meno di non chiamarsi Renè Redzepi, come ho già accennato si è voluto cambiare un pò le regole del gioco. Differenza trascurabile ?
Forse, ma ciò che certamente non lo è sono le vendite di di una nuova pentola la cui diffusione è andata di pari passo con quella di di tale fenomeno di costume gastronomico.
Un oggetto particolarmente adatto che ha assunto un nome che già è una dichiarazione di intenti: saltapasta.
Oggi tutti abbiamo un saltapasta in casa. Qualcuno la considera già la sua pentola preferita, qualcun’altro la considera come ” Wok ” convinto che si tratti della pentola di tradizione cinese.
L’invenzione del saltapasta ha prodotto uno stato culinario più evoluto e qui ci vorrebbe la classica logica del design.
Mi viene da pensare alla differenza che pone lo storico Montanari fra la cucina analitica, caratterizzata dalla distinzione dei singoli sapori e quella sintetica che si basa sulla loro mescolanza. Tornando al saltapasta allora la domanda non può che essere : viene prima la moda della pentola o questo nuovo gusto.
Davvero strano che tanto dietro l’invenzione ( vera o presunta ) degli spaghetti quanto dietro quella della Wok ci sia sempre la Cina , ma tant’è: chiunque abbia progettato il saltapasta ha inconsapevolmente dato forma al gusto italiano contemporaneo. Ma torniamo al nostro piatto di spaghetti, ma sopratutto alla nostra pentola che lo sta trasformando.Si tratta di un oggetto che non fa parte della nostra cultura tanto che Pellegrino Artusi nel suo manuale dice ” La scienza in cucina è l’arte di mangiar bene “. Fra le pagine del suo libro sono nominate pentole, casseruole,padelle, pentolini,teglie e pentole di terra ma niente che abbia le caratteristiche a forma svasata con pareti ricurve. Certo anche con una semplice padella si possono ottenere buoni risultati , ma solo sviluppando un elevata manualità che invece il saltapasta incorpora. Se poi le quantità di cibo crescono o se la pasta non si vuol solo saltarla ma cuocerla nel condimento fin dal principio, il saltapasta diventa quasi indispensabile.

Giuseppe Gaudino