Quando Impiattare diventa un Arte

insalata di cetriolo

Impiattare è un’arte, come ci dimostrano ogni giorno i grandi chef internazionali che ammiriamo alla televisione mentre creano piccoli capolavori. Come tutte le arti, anche quella di presentare al meglio il cibo nel piatto necessita di una buona dose di creatività innata, ma si possono comunque imparare alcune regole di base, come le simmetrie, il senso della proporzione fra cibo e piatto, l’ abbinamento dei colori, l’equilibrio tra morbido e croccante e l’utilizzo degli strumenti più adatti. Come? Nel modo più semplice: copiando le ricette migliori, ovvero quelle che si possono preparare con ingredienti semplici e che fanno la felicità degli occhi e del palato.
Non è azzardato affermare che la maniera di presentare in tavola un piatto esprime molto del carattere di chi ha cucinato. Basta pensare che gli storici studiano anche le abitudini alimentari di una determinata società o di un particolare periodo storico per comprenderne la cultura.Per prima cosa nel piatto ci deve essere un giusto e piacevole contrasto di colori. L’effetto cromatico di un piatto di insalata verde e cetrioli verdi, per esempio, potrebbe risultare noioso e non stimolare affatto la curiosità e l’appetito del commensale. Un rimedio molto semplice è quello di decorare i bordi del piatto con delle striscioline alternate di peperone giallo e rosso o con fette di carota. Il risultato sarà indubbiamente più “interessante” e invogliante.Gli alimenti vanno disposti in base alla forma del piatto.In un piatto tondo la vivanda va posta nel centro, la salsa va messa intorno e l’elemento decorativo va collocato nella parte superiore. Più ampie sono le possibilità decorative se usiamo i piatti rettangolari o quadrati che permettono di utilizzare anche linee diagonali e croci.

L’arte del Flambè

Semifinale Maitre dell’Anno 2014 Sigep Rimini

La cucina al flambè nasce per esigenza; ci furono molte testimonianze sulla nascita di questo tipo di servizio, tra le prime testimonianze troviamo i réchaud, ovvero scaldavivande che venivano alimentate ad alcol a candela o con brace, che permettevano di mantenere le pietanze in caldo in prossimità della tavola. Nel ricettario Cusinier Moderne si hanno delle testimonianze in cui si parla di un piatto di pernici che viene rifinito in sala su una lampada ad alcol. Il periodo che caratterizzò ed esaltò l’arte del cucinare in sala, fu quello della belle époque, dove tutti i Grandi Ristoranti e i Grand Hotel adottarono questa tecnica con grandissimo successo. Ma, sembra che il primo ad utilizzare la lampada fu il maitre Henry Charpertier, nel 1895 al Cafè de Paris di Montecarlo. Una sera in ora tarda giunse al Cafè l’allora principe di Galles, che divenne poi Edoardo VII, in compagnia di una donna bellissima. Visto l’ora e la cucina già chiusa, Charpertier riusci a trovare delle crepes già pronte. Le portò in sala sistemò la lampada su un carrello che avvicino al tavolo e diede inizio alla sua creazione straordinaria.

New cooking style

La gestione di una cucina può essere faticosa. Le ricette richiedono tempo e può essere un po ‘opprimente, specialmente per un nuovo cuoco, sia per la gestione di tutti gli utensili sia per le attività necessarie durante la cottura.

Per fortuna, ci sono alcune mosse semplici che si possono mettere in atto. Tante cose nelle attività professionali possono essere gestite in modo diverse come in questo caso . Anche se le cotture possono sembrare una sfida insormontabile già da tempo, in ogni caso la cucina può diventare il vostro spazio di lavoro ideale, con un paio di mosse chiave.