Coronavirus e crisi del Turismo

Bellezze territoriali
( Campi Flegrei )

Il tempo che passa non ritorna

Il prodotto turistico è quanto di più deperibile ci sia in commercio, ogni momento invenduto, diventa una perdita e contestualmente una ricaduta economica negativa che si abbatte sui conti delle imprese e sui guadagni dei lavoratori. Le aziende turistiche in Italia, rispetto a molte realtà straniere, sono caratterizzate da dimensioni piccole con poche situazioni che hanno avuto capacità di assumere l’organizzazione di gruppo. Il sistema turistico italiano, pur godendo del miglior patrimonio culturale e paeseggistico del mondo, è vulnerabile e non ha ancora maturato quella solidità e auto sostenibilità che pure rappresenterebbe una garanzia nella composizione del PIL nazionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese che danno continuità gestionale grazie ai proventi dalla stagione precedente e non sono in grado di sostenere gli eventi straordinari negativi. Se non si difendono ora con azioni immediate e efficaci, si rischia di vanificare la crescita del settore degli ultimi venti anni.

Quale relazione avremo col “fare turismo” una volta passata questa emergenza ?

Qual’è il futuro di NOI dipendenti stagionali ? E le imprese ?

Le disdette, i cambiamenti resi necessari nella vita sociale da questa emergenza sanitaria, stanno mettendo in ginocchio un comparto che in questo momento, invece, dovrebbe iniziare a vivere il suo periodo più florido dell’anno.

Ci sarà ristorazione dopo il coronavirus ? Chi avrà il coraggio di aprire il proprio ristorante, chi avrà la forza di sostenere la ripresa economica, come affronterà l’operatore lavoratore le giuste conseguenze contrattuali. La nostra speranza e che questa emergenza sanitaria possa finire al più presto e che il volano economico possa riprendere la sua corsa con i giri giusti , e che il nostro settore quello dell’ospitalità e dell’enogastronomia possa avere un organo istituzionale che meriti.

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